DARE SENSO E AVERE VISIONE

Il senso di un significato superiore dell’esistenza è ciò che innalza l’uomo al di sopra della sua elementare condizione di vita. Se gli manca questo senso, l’uomo è perduto e infelice. Se san Paolo fosse stato convinto di non essere nulla più che un errabondo tessitore di tappeti, certamente non sarebbe stato l’uomo che fu. La sua vita autentica e significativa riposava sull’intima certezza di essere il messaggero del Signore. Qualcuno potrà accusarlo di essere stato un megalomane, ma una opinione come questa si rivela futile e vacua di fronte alla testimonianza della storia e al giudizio di intere generazioni. Il mito che s’impossessò di Paolo lo rese qualcosa di più grande del semplice artigiano che era stato sino a quel momento. Un mito di questo genere, tuttavia, è costituito da simboli che non furono inventati consciamente, ma emersero spontaneamente. Non fu l’uomo Gesù a creare il mito dell’uomo-Dio, che esisteva già da molti secoli prima della sua nascita. Gesù stesso fu conquistato da questa idea simbolica che, come ci narra san Marco, lo spinse a uscire dall’ambiente ristretto della famiglia del falegname di Nazareth. I miti risalgono a un narratore primitivo e ai suoi sogni, a uomini mossi dallo stimolo appassionato delle loro fantasie. Costoro non si differenziavano così tanto da coloro che dopo molte generazioni sono stati chiamati poeti o filosofi. I narratori primitivi non si preoccupavano di conoscere l’origine delle loro fantasie; fu solo in epoche molto posteriori che ci si cominciò a chiedere da dove i racconti avessero avuto origine. Eppure, molti secoli fa, nella cosiddetta «antica» Grecia, la mente degli uomini era già sufficientemente avanzata da supporre che le storie degli dèi non fossero altro che arcaici resoconti «gonfiati» relativi alle gesta di antichissimi re e condottieri. In altre parole si era già arrivati alla conclusione che i miti erano troppo inverosimili per significare esattamente ciò che narravano: perciò si cercò di ridurli a una forma generalmente comprensibile.
Jung, Carl Gustav. L’uomo e i suoi simboli.

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