L’India

In India non si può viaggiare, si può solo vivere e per viverla bisogna mangiarla, berla, respirarla, riderla e piangerla. In India non si può fare un viaggio organizzato, è necessario starci, a lungo, entrarci dentro, rischiare di perdere la strada del ritorno.

L’India è un amante molto esigente, quando sei con lei ti vuole tutto e totalmente, se fai resistenza ti abbandonerà subito, ma se l’amerai abbandonandoti ad essa, ai suoi ritmi e ai suoi sogni essa non ti mollerà mai più, dovessero passare mille anni prima che tu la incontri di nuovo.

Sono stato un viaggiatore del continente indiano, un rapporto di odio e amore, di repulsione e attrazione, di memorie e di superficialità. Sono stato in India più volte, anche per periodi di diversi mesi e sempre ad un certo punto era troppo, volevo la mia vita da occidentale, il mio cibo, le mie comodità. Quante volte nel mezzo di un viaggio ho detto basta! Questo è l’ultimo viaggio della mia vita in India, per poi smentirmi.

 

Quante volte nella mia bella vita da Italiano ho ricordato l’odore dell’India e i ricordi mi hanno chiuso la gola in ansiosa nostalgia ed ho voluto tornare. Anche l’ultima volta allo scadere del secondo millennio ho voluto tornare in India, da allora non vi sono più tornato e ricordo che anche allora sul monte sacro ai Jainisti mi sono detto che era l’ultima volta, ma oggi dopo 7 anni, so che ci tornerò ancora.

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