MILLE MILIARDI

Mille miliardi non sono una teologia, sono un megafono. Con Musk vediamo l’esperimento perfetto: denaro e potere come carburante, invenzione come fiamma, spettacolo come fumo. Applaudo i razzi che scappano dalla gravità, non confondo il portafoglio con la gravitas. La dipendenza dal potere è farmacologia dell’anima, alzi la dose, rincorri l’effetto, poi cerchi il pusher tra consulenti e follower. Quando hai molto vuoi di più, quando hai moltissimo vuoi ancora di più, e intanto la realtà si riduce al perimetro dei tuoi grafici.

Sic transit gloria mundi, lo dice la ragioniera più puntuale della storia, la Morte. Non valuta castelli o armate, controlla l’ora, chiede le chiavi, ritira il comodato d’uso. Allora capisci che il potere non era tuo, eri tu di lui. E qui sta il punto, oggi come ieri: in un’epoca buia come altre, ricordiamoci che passerà, per tutti, pure per chi fa del potere l’unico cibo.

Il futuro non si compra, si costruisce, e l’unità di misura non è il patrimonio ma le vite migliorate. Di Musk resteranno macchine, satelliti, magari una colonia, vedremo; ma il bilancio vero è un’altra cosa: oltre il numero, che cosa resta davvero. Se resta senso, bene. Se resta solo rumore, applausi corti, luci accese, e ognuno a casa a rifare i conti. Bada che passerà.

Sauro Tronconi

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