La violenza nasce dalla distrazione dell’anima
Viviamo in una società che ha perso l’attenzione e con essa la capacità di vedere l’altro come essere umano. La confusione mentale che ci attraversa, alimentata da un flusso continuo di parole, immagini e rabbia, genera un vuoto affettivo profondo. In questo vuoto cresce la violenza. I femminicidi non nascono dal nulla: sono il frutto di un’epoca che ha smarrito la presenza, la capacità di ascoltare e contenere le proprie pulsioni. Uomini disabitati da se stessi trasformano la frustrazione in dominio, l’amore in possesso. Quando l’attenzione scompare, l’altro diventa oggetto, corpo da controllare o distruggere. Fermarsi, tornare alla realtà, significa anche questo: imparare a guardare davvero, riconoscere la vita nell’altro prima che sia troppo tardi. La violenza contro le donne è la misura più tragica della nostra distrazione collettiva.
Sauro Tronconi